Peperoni ripieni di miglio con basilico fresco e verdure estive di stagione

L’estate in Italia porta con sé una varietà di peperoni, tra cui alcune varietà particolarmente digeribili come il Carmegnola Igp, il Topepo e la Papaccella napoletana. Questi peperoni si trovano nei mercati locali e nelle aziende agricole della regione, offrendo una qualità superiore rispetto ai prodotti standardizzati. Per questa ricetta, ho scelto alcune di queste varietà e le ho farcite con miglio e verdure di stagione estiva. Il risultato è un piatto versatile e ricco di sapori e colori, che celebra i prodotti freschi e stagionali di questa stagione.

Ingredienti:

  • 100 g miglio biologico
  • 1 + 1/2 zucchina gialla dolce
  • 1/3 melanzana bianca
  • 1 carota
  • una manciata di pomodorini
  • 1/4 cipolla bianca o altra tipologia
  • sale, pepe q.b.
  • Olio extravergine di oliva q.b.

Preparazione

Per cuocere il miglio, inizia sciacquandolo sotto acqua fredda per eliminare impurità. Se vuoi, puoi tostarlo in una pentola con un po’ d’olio per un paio di minuti per esaltarne il sapore. Aggiungi poi il doppio del volume di acqua o brodo rispetto al miglio. Porta tutto a ebollizione, poi riduci il fuoco al minimo, copri e lascia cuocere fino a quando il miglio è tenero e ha assorbito tutto il liquido. Dopo, lascia riposare per qualche minuto e poi sgranalo con una forchetta.

Sciacquare bene sotto acqua corrente le verdure. Pulire i peperoni togliendo la calottina superiore e rimuovere tutti i semi all’interno.

Taglia in piccoli pezzi tutte le verdure (tranne i peperoni). Metti a cuocere a fiamma bassa con un po’ olio per qualche minuto.

In una ciotola mischia il miglio cotto insieme alle verdure. Aiutati con un cucchiaio o cucchiaino e delicatamente riempi i peperoni. Metti su teglia da forno e cuoci in forno preriscaldato a 170 gradi per 30/35 minuti. Servili completamente tiepidi o freddi (il giorno dopo, conservati in frigorifero, sono ancora più buoni!


Plumcake "del buongiorno" limone & albicocche

L’estate è quel momento magico in cui la natura si riempie di colori vivaci e profumi intensi. Le giornate sono lunghe e luminose, e sembra che ogni angolo della natura ci inviti a fermarci un attimo per apprezzare la sua bellezza. I campi pieni di frutta matura, come le albicocche con il loro arancione brillante e i limoni che sprigionano freschezza solo a guardarli.

Ho voluto catturare tutto questo in una ricetta: un plumcake che unisce la dolcezza naturale delle albicocche e il profumo del limone. Con olio extravergine di oliva e farina integrale, perfetto per una colazione o una merenda, questo plumcake è come un piccolo pezzo d’estate.

Ingredienti:

  • 200 g di farina integrale
  • 50 g di farina di mandorle
  • 2 uova
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 200 g di albicocche fresche (o secche senza zuccheri aggiunti, ammorbidite in acqua calda)
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale
  • La scorza grattugiata di 1 limone biologico
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia (opzionale)
  • 100 ml di latte (anche vegetale, come latte di mandorla o di avena)
  • Dolcificante naturale a piacere (come datteri frullati)

Preparazione

Preparazione delle albicocche:

Se utilizzi albicocche secche, ammollale in acqua calda per circa 10 minuti, poi scolale e tagliale a pezzetti.

Se utilizzi albicocche fresche, lavale, asciugale, rimuovi il nocciolo e tagliale a pezzetti.

Preparazione dell’impasto:

Preriscalda il forno a 180°C e fodera uno stampo da plumcake con carta forno o ungilo leggermente con olio.

In una ciotola grande, mescola la farina integrale, la farina di mandorle, il lievito e il sale.

In un’altra ciotola, sbatti le uova con l’olio extravergine di oliva. Aggiungi il latte, l’estratto di vaniglia (se lo usi) e la scorza di limone grattugiata.

Unisci gli ingredienti liquidi a quelli secchi, mescolando fino a ottenere un impasto omogeneo. Se l’impasto risulta troppo denso, aggiungi un po’ di latte fino a raggiungere la consistenza desiderata.

Incorpora le albicocche a pezzetti nell’impasto.

Cottura:

Versa l’impasto nello stampo da plumcake preparato.

Inforna e cuoci per circa 40-45 minuti, o fino a quando uno stecchino inserito al centro del plumcake ne esce pulito.

Lascia raffreddare il plumcake nello stampo per 10 minuti, poi trasferiscilo su una griglia per farlo raffreddare completamente.


Crostata vegana di farro con crema pasticcera al limone e fragole

La base di pasta frolla integrale di farro, arricchita con l’aroma fresco della scorza di limone, offre una consistenza leggermente croccante che si sposa perfettamente con la cremosa e delicata crema pasticciera al limone.

La crema pasticciera, realizzata con bevanda vegetale, è arricchita da un tocco di curcuma che gli da quel colore che altrimenti solo l’uovo riuscirebbe a dare (se te lo stessi chiedendo, no, la curcuma non si sente all’interno della crema pasticceria).

Le fragole fresche decorano generosamente la superficie. Rosse brillanti, aggiungono un contrasto vivace di colore e una dolcezza naturale che si sposa in modo sublime con la freschezza della crema al limone.

Un mix di sapori che da il benvenuto a questa stagione primaverile!

Ingredienti:

  • 250g di farina integrale di farro o altra farina a piacere
  • 65 ml olio extravergine di oliva o semi di girasole spremuto a freddo
  • 80g di zucchero di canna
  • 60ml di latte di soia o mandorla (se necessario)
  • Scorza grattugiata di 1 limone
  • Un pizzico di sale
  • 500 ml bevanda vegetale o latte
  • 45 g amido di mais biologico
  • 65 g dolcificante a piacere (zucchero di canna)
  • 1 limone non trattato, scorzetta
  • 1 cucchiaino di curcuma in polvere
  • Fragole fresche (circa mezzo chilo)

Preparazione

Per la crema pasticciera:

In una ciotola, unisci l’amido, lo zucchero, la scorza finemente grattugiata di un limone e una punta di curcuma. Mescola il tutto con una frusta fino a ottenere un composto omogeneo. Scalda il latte in una casseruola a fuoco medio-basso fino a quando è appena caldo. Aggiungi gradualmente un bicchiere di latte caldo (ma non bollente) dai 500g totali di latte alla miscela di farina e zucchero nella ciotola, mescolando costantemente per evitare la formazione di grumi. Versa il composto nella casseruola con il restante latte riscaldato. Mescola con una frusta per circa 5-10 minuti a fiamma bassa, fino a ottenere una consistenza simile a quella della crema pasticciera. Assicurati di mescolare bene per evitare la formazione di grumi. La crema dovrebbe risultare densa e priva di grumi. Metti in una ciotola grande con pellicola trasparente ecologica per alimenti in superficie e lascia raffreddare in frigorifero

Per la pasta frolla all’olio:

Preriscalda il forno a 180°C e prepara una teglia per crostate con fondo removibile, rivestendola con carta da forno. In una ciotola grande, mescola la farina integrale, lo zucchero di canna, la scorza grattugiata di limone e un pizzico di sale. Aggiungi l’olio e il latte di mandorle (o di soia) e lavora l’impasto fino a formare una palla omogenea. Se l’impasto risulta troppo secco, aggiungi un po’ di latte in più. Stendi la pasta frolla direttamente nella teglia preparata, premendo delicatamente sui bordi per adattarla alla forma della teglia. Punzecchia il fondo con una forchetta e metti in frigorifero per circa 15 minuti. Versa la crema pasticciera al limone sulla base della crostata già raffreddata e livella bene la superficie con una spatola. Inforna la crostata in forno preriscaldato per circa 25-30 minuti, finché la frolla risulta dorata. Una volta cotta, lascia raffreddare completamente. Aggiungi su tutta la superficie le fragole fresche precedentemente tagliate e messe a macerare con un po’ di succo di limone

La crostata al limone e fragole si conserva in frigorifero per un massimo di 4 giorni


Polpettine cous cous integrale, cime di ripa, porri & ricotta

Uno dei tanti modi di riutilizzare il cous cous in cucina è quello di preparare delle polpettine vegetariane fatte in casa. In questo caso non ho utilizzato uova e pangrattato ma è bastato frullare con un frullatore a immersione per amalgamare bene tutti gli ingredienti. Queste polpettine sono ottime accompagnate con un secondo piatto di verdure di stagione.

Ingredienti:

  • 200 g di cime di rapa
  • 1/3 di porro (parte bianca)
  • 100 g di couscous integrale (si può sostituire con altro cereale a piacere, va bene anche riso - seguire i tempi di cottura indicati)
  • 100 g di ricotta fresca biologica
  • 2 cucchiai formaggio grattugiato
  • 1 spicchio d’aglio tritato
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale e pepe q.b.
  • Prezzemolo fresco o basilico q.b. (opzionale)

Preparazione

  1. Pulisci le cime di rapa e tagliale a pezzetti. In una pentola, soffriggi aglio e porro, poi aggiungi le cime di rapa e cuoci finché morbide.
  2. Nel frattempo, prepara il cous cous integrale e mettilo in una ciotola con acqua bollente. Il cous cous sarà pronto quando avrà assorbito tutta l’acqua. Se necessario segui le indicazioni dietro la confezione.
  3. Unisci in una ciotola grande le cime di rapa cotte al cous cous cotto, aggiungi ricotta, formaggio, sale, pepe e eventualmente erbe aromatiche.
  4. Frulla con un mixer ad immersione lasciando qualche pezzo grossolano di cime di rapa.
  5. Forma le polpettine e cuocile in forno a 170°C per 25-30 minuti o in padella con un filo d’olio per 5-6 minuti per lato. Servile calde con verdure di stagione!

Nota bene

Si conservano per 2/3 giorni in frigorifero, in contenitore ermetico. Buone anche fredde!


Crema di fagioli cannellini con cavolo nero e crostini

Il mio comfort food invernale prediletto sono creme, zuppe e vellutate con ingredienti stagionali. Adoro la crema di fagioli cannellini e porri, arricchita dal cavolo nero dell’orto, servita con crostini di pane di farro fatto completamente in casa e condita con l’inconfondibile sapore dell’olio extravergine di oliva nuovo.

Ingredienti:

  • 400g di fagioli cannellini
  • 2 porri, solo la parte bianca e un po’ di quella verde, lavati e affettati
  • 1 lt brodo vegetale fatto in casa
  • Olio EVO
  • Sale e pepe q.b.
  • 3-4 foglie Cavolo nero, pulito e tagliato
  • Pane per crostini (va bene anche il pane che ha 2-3 giorni!)

Preparazione

  1. Preparazione dei fagioli cannellini: Mettere i fagioli in ammollo in acqua per circa 10 ore.
  2. Preparazione della crema di fagioli e porri: Scaldare l’olio in una pentola, aggiungere i porri e farli appassire. Unire i fagioli cannellini, il brodo vegetale e cuocere a fuoco lento per 2 ore, aggiungendo brodo o acqua se necessario.
  3. Frullare il composto fino a ottenere una consistenza liscia, aggiustare di sale e pepe.
  4. Preparazione del cavolo nero: Scaldare l’olio in una padella, cuocere il cavolo finché è tenero ma croccante. Opzionale: aggiungere aglio tritato per aromatizzare.
  5. Preparazione dei crostini: Tagliare fette di pane ridotte in crostini, tostarle nella stessa padella del cavolo nero.
  6. Composizione del piatto: Versare la crema di fagioli nei piatti, aggiungere il cavolo nero sopra la crema e i crostini di pane. Opzionale: guarnire con olio d’oliva, pepe nero o peperoncino.


Melaccio Autunnale: con mele, uvetta e farina di farro

Nell’atmosfera dorata dell’autunno, nulla si avvicina al piacere di gustare un dolce che incarna i sapori caldi e accoglienti della stagione.

Questa ricetta combina la dolcezza delle mele con la ricchezza dell’uvetta e la rusticità della farina di farro, tutto esaltato dall’eccezionale contributo dell’olio extravergine di oliva (nuovo), donando al dolce una consistenza e un sapore unico.

Ingredienti:

  • 4 mele tipo fuji
  • 1 limone o mandarino o arancia non trattata
  • 2 uova
  • 50 g dolcificante
  • 100 g latte
  • 30 g olio extravergine di oliva
  • 130 g farina di farro
  • 1/2 bustina lievito per dolci
  • un pizzico di sale

Preparazione degli ingredienti: Preriscalda il forno a 180°C. Sbuccia le mele, tagliale a fettine sottili e irrorale con il succo del limone, mandarino o arancia per evitare l’ossidazione. Grattugia la scorza del limone, mandarino o arancia non trattata e tienila da parte.
Preparazione dell’impasto: In una ciotola capiente, sbatti le uova insieme al dolcificante fino a ottenere un composto spumoso. Aggiungi il latte e l’olio extravergine di oliva, mescolando bene.
Ingredienti secchi e amalgama: Aggiungi la farina di farro, la scorza grattugiata del limone, mandarino o arancia e un pizzico di sale al composto liquido. Mescola accuratamente fino a ottenere un impasto omogeneo.
Aggiunta delle mele e lievito: Incorpora le fettine di mela all’impasto, mescolando delicatamente per distribuirle uniformemente. Aggiungi il lievito per dolci e mescola con cura fino a ottenere un composto ben amalgamato.
Cottura: Versa il composto in una teglia precedentemente rivestita con carta da forno o leggermente unta di olio. Livella la superficie con un cucchiaio e distribuisci uniformemente le fettine di mela sulla superficie.
Forno: Inforna il tutto nel forno preriscaldato a 170°C per circa 30-35 minuti, o fino a quando la torta risulterà dorata e testerà positivamente infilando uno stuzzicadenti al centro.

Una volta cotta, lascia raffreddare la torta prima di tagliarla a fette. Puoi servirla spolverata con un po’ di dolcificante a piacere oppure semplicemente al naturale.


Crumble salato con fagiolini, pomodori e basilico fresco

I fagiolini freschi, teneri e croccanti si sposano perfettamente con i pomodorini maturi, che aggiungono una dolcezza naturale, mentre il basilico fresco dona un tocco aromatico. Il crumble salato con la sua consistenza croccante, dai sapori decisi (grazie alla presenza dell’olio extravergine di oliva), corona perfettamente i colori e sapori questo piatto.

Ingredienti:

  • 200 g pomodori (tipo datterino)
  • 150 g fagiolini freschi
  • 100 g pangrattato
  • 4 cucchiai di semi misti (opzionale)
  • 4-5 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
  • origano essiccato q.b.
  • basilico fresco q.b.
  • sale q.b.

Preparazione

  1. Sciacquare le verdure. Togliere le estremità dei fagiolini e sbollentare in abbondante acqua salata per circa 6 minuti. Scolare e lasciare da parte.
  2. Prepara il crumble mescolando il pangrattato con i semi, origano, un pizzico di sale e l’olio. Il sale aggiungerlo solo se necessario
  3. In una teglia o sue piccole mettere i pomodorini, i fagiolini sbollentati, olio, sale e basilico in foglie. Mescolare nella teglia
  4. Distribuire il crumble sulla superficie. Infornare a 180°C per circa 15/20 minuti i fino a quando la superficie risulterà dorato e croccante.
  5. Servire a piacere!
  6. Se lo desideri puoi preparare anche delle monoporzioni.


Biscotti al riso e grano saraceno con cioccolato fondente

Questi biscotti sono ottimi perché rimangono croccanti fuori e morbidi dentro grazie alla presenza dello yogurt. Per questa ricetta ho utilizzato due tipologie di farina: riso e grano saraceno. Quella che prevale di più in questa ricetta è quella di riso. Se vuoi puoi utilizzare altre farine senza glutine a piacere. Se invece non hai particolari intolleranze o allergie, andranno bene anche le farine di grano (farro, grano tenero integrale etc).

Ingredienti:

  • 150 g farina di riso
  • 50 g farina di grano saraceno
  • 4 cucchiai zucchero di canna integrale (opzionale)
  • 2 uova biologiche
  • 30 g olio extravergine di oliva
  • 1/2 limone scorza grattugiata
  • 100 g yogurt bianco naturale
  • 100 g cioccolato fondente tritato
  • 2 cucchiaini lievito dolci senza glutine
  • un pizzico sale

Preparazione

  1. In una ciotola unire tutti gli ingredienti secchi. Mescolare
  2. Aggiungere gli ingredienti umidi e mescolare sino a formare un composto omogeneo. Lasciare riposare nel recipiente, con coperchio, 10 minuti circa in frigorifero (opzionale ma consigliato)
  3. Formare i biscotti. Io ho formato delle ciambelline da 40 g circa ciascuna. Mettere su una placca da forno con carta forno. Infornare in forno caldo a 170°C per 25 minuti o fino completa doratura


Biscotti rustici integrali ripieni ai fichi e mandorle

I fichi di Settembre, i migliori. Dolci e carnosi come piacciono a me. Aspettavo questo momento per raccoglierli dall’albero e realizzarne una ricetta. Questa in particolare mi rimanda troppo al mese di Settembre. Biscotti rustici integrale ripieni di mandorle e fichi (per la cronaca: mamma consiglia le noci). Ci sono voluti due giorni per creare questa ricetta ma ne è valsa la pena. Ho utilizzato una parte di fichi freschi per essiccarla e l’altra parte per realizzare una composta fatta in casa.

Per la frolla invece sentiti libero/a di utilizzare qualsiasi ricetta tu voglia. Io questa volta ho deciso di fare una frolla vegana senza burro e uova. Anche la quantità di zucchero io la riduco sempre perché mi piace sentire più il sapore dei singoli ingredienti e soprattutto degli ingredienti principali (quale i fichi e le mandorle) e meno il sapore “troppo dolce” dello zucchero aggiunto.

Per la farina di mandorle: io ho tostato la quantità di mandorle che mi servivano e poi frullato grossolanamente in un mixer. Mi piace sentire il sapore e la croccantezza della mandorle in bocca senza ridurla troppo in farina

Ingredienti per la frolla:

  • 200 g farina integrale
  • 30 g farina di mandorle (o noci)
  • 3-4 cucchiai zucchero di canna
  • 50 g olio EVO (o semi di girasole biologico)
  • 1/2 buccia grattugiata limone, non trattata
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci
  • 50 g latte freddo
  • un pizzico di sale

Ingredienti per il ripieno:

  • 10 fichi freschi (circa 400 g)
  • 100 g fichi essiccati
  • 2-3 cucchiai zucchero di canna
  • 50 g farina di mandorle (o noci)
  • 1/2 buccia grattugiata limone e succo, non trattata
  • cannella in polvere q.b.

Preparazione

  1. Per il ripieno: mettere in un pentolino la polpa dei fichi, lo zucchero (opzionale) il succo e la buccia del limone. Mescolare e cuocere a fiamma bassa per circa 25 minuti. Spegnere il fuoco, lasciare completamente raffreddare e frullare grossolanamente la composta. Mettere in una ciotolina e mescolare con la farina di mandorle, i fichi essiccati precedentemente tritati grossolanamente e la cannella. Riporre in frigorifero per una decina di minuti
  2. Per la frolla: mescolare prima tutti gli ingredienti secchi e infine quelli liquidi. Impastare qualche secondo sino a formare un panetto liscio e omogeneo. Riporre l’impasto in frigorifero avvolto da pellicola per una ventina di minuti circa
  3. Stendere l’impasto in un rettangolo di circa 1 cm. Metti al centro il ripieno di fichi e richiudi sigillando bene i bordi. Se lo desideri puoi dividere l’impasto in due rettangoli. Taglia e forma i biscotti. Prima di farlo, se vedi che non si tagliano bene (purtroppo è successo a me) metti prima di tagliare e formare i biscotti, l’impasto in freezer per circa 10 minuti. Togli dal freezer e taglia formando i biscotti
  4. Infornare in forno caldo a 170°C per 20/25 minuti


Pantelleria: viaggio nell'isola selvaggia

I motivi per cui conosco quest’isola sono molti. Inizialmente doveva essere un viaggio di gruppo, ma si è poi trasformato in un’avventura in due. Credo che partire senza pretese né aspettative sia la cosa migliore. Quando ho prenotato il volo per Pantelleria, l’ho fatto senza aspettarmi nulla in particolare. Questa isola mi ha sorpreso perché, a differenza di altre, non si adatta al turista: è il turista, in quanto ospite, a doversi adattare a lei.


Cose da sapere prima di visitare Pantelleria

Prima ti ho detto che a Pantelleria dovresti andare senza pretese né aspettative, ed è vero. Tuttavia, ci sono alcune cose che, secondo me, è utile sapere in anticipo. L’emozione dell’avventura è sempre entusiasmante, ma qualche accorgimento può rendere l’esperienza ancora migliore.


Cose da sapere prima di visitare Pantelleria

Pantelleria è un’isola, quindi non è economica
Avendo portato solo una valigia piccola, ho dovuto limitarmi al minimo indispensabile. Pensavo di poter trovare facilmente tutto il necessario una volta lì, ma mi sbagliavo. Ricorda che sei su un’isola: i prezzi possono essere il doppio, se non il triplo, rispetto alla terraferma e non sempre trovi quello che cerchi. I supermercati sono pochi e non sempre ben forniti. Se vivi in una grande città e sei abituato a supermercati con ogni genere di prodotto, potresti avere uno “shock”. Il mio consiglio, se viaggi in aereo, è di portare con te gli essenziali (shampoo, bagnoschiuma, ecc.). Se alloggi in un dammuso, porta anche qualche scorta di cibo. Ci sono giorni in cui i supermercati hanno scaffali quasi vuoti perché la merce non è ancora arrivata, e potresti ritrovarti a mangiare sempre le stesse cose (a meno che tu non vada sempre al ristorante). Il primo giorno la nostra spesa è stata piuttosto deludente: scaffali semi vuoti, tante persone spaesate e prezzi esorbitanti. Ma è un’isola, bisogna adeguarsi.

P.S. Se ami frutta e verdura, dovrai cercare i posti giusti. In paese, a Pantelleria, i prezzi sono alti e non sempre trovi prodotti locali.

La rete telefonica è instabile
Arriva con la consapevolezza di “staccare la spina”. Spesso il cellulare non prenderà, quindi ti consiglio di pianificare prima i luoghi da visitare e scaricare mappe offline (come Google Maps) per evitare di perderti tra le strade interne di Pantelleria. Anche se, a dire il vero, perdersi può essere un bel modo “selvaggio” di scoprire l’isola.

Non ci sono spiagge di sabbia, solo scogli
Se pensi di trovare spiagge dove stenderti comodamente al sole, ti sbagli. Questo non significa che non potrai rilassarti, ma preparati a un paesaggio fatto di rocce. Molte spiagge sono difficili da raggiungere e alcuni sentieri possono essere impegnativi, come quello per l’Arco dell’Elefante. Non fare il mio stesso errore portando solo infradito! Ti consiglio scarpe da scoglio antiscivolo, perfette per camminare in sicurezza.

Per girare l’isola devi noleggiare un’auto o uno scooter
Pantelleria è piccola e in pochi giorni puoi visitarla tutta, ma le distanze tra un posto e l’altro rendono indispensabile un mezzo di trasporto. Ho noleggiato un’auto direttamente all’aeroporto tramite la ragazza che mi ha affittato il dammuso. Era una Panda gialla (a Pantelleria ne vedrai tantissime, se è gialla hai fatto bingo!). Con un pieno – costoso, perché la benzina è cara – sono riuscita a girare l’isola per una settimana. Scegli un’auto piccola e che consumi poco: le strade sono strette e un’auto compatta ti sarà molto più comoda.

Parla con la gente del posto
A Pantelleria ho fatto pochissimi bagni. Sono capitata in una settimana complicata, tra incendi, meduse, vento di scirocco e maestrale. Nei primi giorni il mare era pieno di meduse, poi il vento è cambiato e ha reso le onde piuttosto impegnative. Questo perché ho iniziato a parlare con i panteschi solo alla fine del viaggio. Sono loro che sanno consigliarti dove andare in base alle condizioni del mare e del vento. Ad esempio, sono arrivata al Lago delle Ondine quando era poco più di una pozzanghera. Guardando le foto online mi chiedevo: “Ma questo è davvero il Lago delle Ondine? Perché a me sembra tutt’altro!” Solo dopo ho scoperto che bisogna visitarlo in determinati giorni per trovarlo nel suo massimo splendore. Quindi, prima di scegliere una destinazione, chiedi informazioni alla gente del posto o controlla le condizioni meteo marine.

Se vuoi una colazione tipica, vai presto
D’estate Pantelleria è piena di turisti e molte specialità finiscono in fretta. Se vuoi assaggiare qualcosa di tipico nei panifici, vai la mattina presto.

PRIMO GIORNO: TRA DAMMUSI E SCOPERTA DELL’ISOLA

Quando siamo arrivati a Pantelleria, la prima cosa che abbiamo fatto è stata raggiungere la casa in cui avremmo pernottato per una settimana. Il nostro alloggio era il Dammuso Scirafi, situato in una posizione strategica e ottimale. Prima di andare, ovviamente, abbiamo fatto il pieno alla macchina che avevamo noleggiato e trovato direttamente in aeroporto.

Dopo aver sistemato i bagagli, abbiamo esplorato un po’ il paese di Pantelleria, che, paradossalmente, sembra avere poco a che fare con il resto dell’isola. Ci andavamo giusto per acquistare gli essenziali.

SECONDO GIORNO: LAGO DI VENERE

Il Lago di Venere è un lago di origine vulcanica che raggiunge una profondità di 12 metri. È considerato una vera e propria spa naturale grazie ai suoi fanghi termali ricchi di zolfo e altri minerali. Li ho provati anch’io e devo dire che la pelle è rimasta liscia per un paio di giorni.

P.S. Per ottenere il massimo beneficio, i fanghi devono asciugarsi completamente sulla pelle. Quando sarai completamente bianco/a, potrai immergerti di nuovo nel lago per risciacquarti.

Vicino al lago si trova la Trattoria da Pina, dove abbiamo mangiato. I piatti erano buoni e ci siamo trovati bene. Attenzione ai fuori menù: possono far salire il conto!

TERZO GIORNO: CALA GADIR E PANIFICIO TERREMOTO

Il terzo giorno siamo andati a Cala Gadir, uno dei miei posti preferiti. Se dovessi tornare a Pantelleria, ci tornerei sicuramente e me la godrei meglio. Purtroppo, anche in questo caso abbiamo trovato le meduse e il punto scelto per stare non era dei più comodi.

Prima di arrivare a Cala Gadir, ci siamo fermati a Panificio Terremoto a Khamma, uno dei più famosi dell’isola. Abbiamo preso diversi dolci tipici, tra cui pasticciotti ripieni e ravioli dolci con ricotta.

Nel pomeriggio siamo andati a comprare un po’ di frutta e verdura da Zazà in paese. Come dicevo prima, se puoi, cerca frutta e verdura locali fuori dal centro, magari in qualche azienda agricola.

QUARTO GIORNO: SCAURI, PANIFICIO MARRONE, ARCO DELL’ELEFANTE E LAGHETTO DELLE ONDINE

Il quarto giorno è stato il più impegnativo, soprattutto a causa degli incendi.

La mattina siamo andati a Scauri, al Panificio Marrone, dove ci siamo concessi qualche dolce tipico. Abbiamo provato i cannoli siciliani, preparati sul momento, e li abbiamo gustati ai tavolini con vista mare.

Dopo la colazione, ci siamo diretti verso uno dei simboli dell’isola: l’Arco dell’Elefante, chiamato così per la sua forma che ricorda la proboscide di un elefante. Per raggiungerlo è fondamentale avere scarpe da scoglio, perché il percorso a piedi è uno dei più impegnativi.

A causa degli incendi e della presenza di meduse, abbiamo lasciato la zona abbastanza presto e ci siamo spostati verso il Laghetto delle Ondine. Questo si trova tra Punta Spadillo e Cala Cinque Denti ed è abbastanza facile da raggiungere, a parte la discesa sulle rocce che richiede un po’ di attenzione.

Per godersi appieno questo luogo, è fondamentale che il vento sia di maestrale. Noi, purtroppo, siamo andati con lo scirocco: l’acqua era torbida e c’era un cattivo odore, nulla a che vedere con il Laghetto delle Ondine nella sua bellezza reale.

QUINTO GIORNO: GIORNATA ENOGASTRONOMICA TRA CAPPERI, TRATTORIE E ZIBIBBO

Il quinto giorno, a causa del forte vento di maestrale, siamo stati poco al mare e abbiamo deciso di dedicarci alla scoperta dei sapori del luogo.

Dirigendoci verso Scauri, abbiamo visitato la Cooperativa Agricola Produttori Capperi, dove ho acquistato diversi prodotti tipici, tra cui gli immancabili capperi grandi sotto sale.

Successivamente, ci siamo fermati all’Azienda Agricola Biologica Emanuela Bonomo, sperando di trovare frutta e verdura locali. La scelta non era ampia, dato che l’azienda segue un’agricoltura biologica e non intensiva, ma la qualità era ottima. Paradossalmente, gli ortaggi biologici costavano meno di quelli del supermercato e il sapore era decisamente migliore. Ho acquistato anche un po’ di uva passa tipica del posto.

Prima di pranzo, ci siamo concessi una breve sosta in una delle spiagge lungo Via dello Scalo. Il posto era suggestivo, ma il mare era troppo mosso per poter fare un bagno.

A pranzo abbiamo prenotato alla Trattoria Runcune. Il locale è meraviglioso, con interni curati e raffinati. Abbiamo mangiato piatti tipici e assaggiato lo zibibbo di loro produzione.

Nel pomeriggio, sulla via del ritorno verso il dammuso, abbiamo deciso di fermarci per una degustazione alla Cantina Basile. Il costo era di 30€ a persona e comprendeva l’assaggio di due vini e un passito. A differenza di molte degustazioni, qui il vino veniva servito e riservito, permettendoci di apprezzarlo appieno. Il cibo è stato uno dei migliori provati durante la settimana a Pantelleria: fresco, colorato e Made in Sud.

SESTO GIORNO: GROTTA DI BENIKULA’ E AZIENDA AGRICOLA ALMANZA

Il sesto giorno ci siamo diretti verso la Grotta di Benikulà, una vera e propria sauna naturale situata in montagna. Dalle fessure delle rocce fuoriesce un vapore incredibilmente caldo, un fenomeno interamente naturale.

Purtroppo, siamo stati sfortunati: siamo arrivati intorno alle 11 e la grotta era già piena. Meglio visitarla la mattina presto o al tramonto per evitare troppa affluenza. È anche possibile partecipare a escursioni nella zona.

Nel pomeriggio abbiamo visitato l’Azienda Agricola Almanza, dove siamo stati accolti da Danny Almanza. È stato un incontro interessante, che ci ha permesso di scoprire meglio la storia e la cultura dell’isola. Durante la degustazione abbiamo assaggiato i suoi vini e il suo origano di Pantelleria.

SETTIMO E ULTIMO GIORNO: BALATA DEI TURCHI E OSTERIA TIPICA

Per l’ultimo giorno di mare ci siamo avventurati verso Balata dei Turchi, un’imponente scogliera alta 300 metri con una piccola spiaggia rocciosa. Il percorso per raggiungerla è mediamente impegnativo, ma vale la pena.

Il mare era molto agitato e, anche questa volta, c’erano tantissime meduse (credo di averne viste più a Pantelleria che in tutta la mia vita!). Nonostante questo, Balata dei Turchi è una delle mie spiagge preferite, al pari di Cala Gadir, anche se con un approccio decisamente più wild.

Il mio consiglio? Andarci la mattina, portare qualcosa da mangiare, un buon libro e rilassarsi. Qui sei completamente disconnesso/a: non c’è linea telefonica né punti di ristoro, quindi meglio organizzarsi in anticipo.

A cena siamo stati all’Osteria Il Principe e Il Pirata, dove abbiamo mangiato bene (anzi, mi chiedo dove si possa mangiare male a Pantelleria!). Il menù offriva una vasta scelta di piatti tipici e, finalmente, ho provato il cous cous alla pantesca e degli ottimi passiti DOC.


Considerazioni finali
La prima volta che ho sentito la frase “Pantelleria… o la ami o la odi” non ne capivo il senso. Ora lo capisco. È un’isola che ti fa venire voglia di tornarci quanto prima oppure di non tornarci mai più.

C’è molto vento, le spiagge non sono facili da raggiungere, e i primi giorni (ma anche gli ultimi) potresti perderti tra le sue strade, con Google Maps che ti porta in sentieri improbabili. Ma ha un’atmosfera unica, affascinante e selvaggia.

La sua anima è vulcanica, marittima, ventosa e, soprattutto, isolana. Se riuscirai a comprenderla, Pantelleria saprà regalarti tutto questo.

Ti piace quello che condivido?

Se apprezzi il mio lavoro e vuoi supportarlo, puoi offrirmi un caffè su Ko-fi! ☕✨ Qui trovi anni di contenuti gratuiti dedicati alla cucina di stagione, ai viaggi e al benessere, frutto di passione, ricerca e condivisione.

Grazie per far parte di questo percorso! 💚🌿

supporta sapori di gea