Sono passati anni da questo viaggio. Forse perché è stato un cammino talmente ricco di emozioni che non trovavo mai le parole per descrivere ciò che ho vissuto. Il  tempo è trascorso così velocemente che non ho fatto in tempo a metabolizzare tutto quello che ho passato lungo questo meraviglioso cammino. Un viaggio che ha messo a dura prova non solo la parte fisica ma anche, e soprattutto, la mia parte emotiva.

Non conoscevo il cammino dei pescatori o meglio “Trilho dos Pescadores” fino quando una mia amica non me ne parlò. Siamo partite in due. Abbiamo incontrato tante coppie durante il cammino ma anche tanti camminatori e camminatrici viaggiare in solitaria. È un cammino che, molto probabilmente, non ha nulla a che vedere con il cammino di Santiago. Sono sentieri percorribili solo a piedi (no, non vale percorrerlo con la macchina) lungo le falesie.

La Via (Rota in portoghese) Vicentina, dal nome che prende la costa tra Odeceixe e Burgau, è un cammino lungo 221,7 km. Inizia a Sines e termina a Lagos; il Caminho Histórico (Cammino storico o Historical Way) è lungo 263 km, con partenza da Santiago do Cacém e conclusione a Cabo de São Vicente.

Noi per questioni di praticità, prendendo il pullman, siamo partite e arrivate a Porto Covo. In quell’istante è cominciato il nostro viaggio all’insegna della fatica e delle forti emozioni. Ovviamente abbiamo avuto degli imprevisti e a metà viaggio abbiamo preso il cammino interno, quello storico. Il nostro viaggio è stato il seguente:

Partenza
Porto Covo

Arrivo
Zambujeira do Mar

Siamo arrivate a metà percorso rispetto a tutto il cammino da percorrere. Ma non sentirti in dovere di fare tutti i chilometri previsti. Se mai ci andrai, goditi il viaggio e assapora con gli occhi ciò che ti circonda.

Prima tappa: Porto Covo

Quando siamo arrivate, ci siamo subito dirette a prenotare una stanza per la notte. Il mio consiglio è quello di prenotare, prima della partenza, tutte le camere dove alloggerete nel corso del cammino.

Porto covo è un piccolo borgo dalle sfumature del blu e del bianco. Appena arrivate ci ha accolto un meraviglioso tramonto che continuo a portare nel cuore a distanza di tempo. Questo piccolo borgo ha tante spiaggette nascoste e stradine in cui perdersi. La sera stanche dal viaggio, ci siamo fermate in un piccolo ristorante di pesce (vuoto, rispetto agli altri ristoranti nei dintorni) e infatti abbiamo avuto una “lieve” intossicazione alimentare (forse quel “vuoto” significava qualcosa…) e ci siamo dirette a dormire perché l’indomani ci aspettavano un paio di chilometri da fare.

Seconda tappa: Vila Nova de Milfontes

La mattina seguente abbiamo fatto colazione, messo lo zaino in spalla e finalmente cominciato il nostro cammino. Ero euforica. Abbiamo fatto tantissime foto ma man mano che proseguivamo lungo il percorso, con la sabbia, gli scarponi e qualche chilo sulle spalle, abbiamo smesso di parlare e abbiamo cominciato a capire che quell’avventura cominciava a essere tosta.

Io rimanevo sempre indietro perché scattavo foto a più non posso. La sabbia mi entrava dentro gli scarponi. Gli ultimi chilometri sono stati i più faticosi in ogni tappa. Ma eravamo continuamente appagate perché finalmente toccavamo con mano l’Oceano Atlantico.

Verso sera, dopo 20 km percorsi circa, ci siamo viste un cartello con scritto: fine tappa, arrivo a Vila Nova de Milfontes.

Terza tappa: Almograve

Sono passati un paio di anni quindi non ricordo benissimo cosa abbiamo fatto di preciso. Ricordo solo che arrivavamo stanche morte a destinazione, cercavamo un posto dove alloggiare, mangiare e poi dritte a dormire. Di Vila Nova de Milfontes ho un ricordo molto bello. Era sera, pochissimi turisti. Io e la mia compagna di avventure ci siamo dirette dopo cena verso una spiaggia nelle vicinanze. Abbiamo ascoltato in silenzio l’Oceano. Poi ci siamo tolte le scarpe e abbiamo camminato in silenzio. È stata un’emozione indescrivibile che solo la natura riesce a darti.

Il giorno seguente abbiamo fatto colazione e abbiamo proseguito per altri lunghi e interminabili chilometri verso la seguente destinazione: Almograve.

Quarta tappa: Zambujeira do Mar

Lungo il percorso tra Almbograve e Zambujeira do Mar siamo state continuamente affascinate da paesaggi mozzafiato. Abbiamo visto persone surfare, tantissimi pulmini Volkswagen e… ci siamo perse. Non so esattamente cosa sia successo ma ci siamo probabilmente allontanate lungo la costiera e siamo andate verso il percorso interno. Ad un certo punto non abbiamo più trovato i “segnali” del percorso (prestate sempre attenzione ai segnali!). Dai 21 km che dovevamo fare ne abbiamo fatti 25. Abbiamo alternato momenti di gioia a momenti di sconforto. Ma eravamo immerse nella natura e ciò contava, più di ogni altra cosa.

Stanche ed esauste, abbiamo proseguito. Fino a quando, finalmente, non abbiamo ritrovato il percorso lungo la costiera. Ci siamo sedute. Mai come in quel momento amavamo l’Oceano. Dopo qualche minuto di pausa, ci siamo rimesse in cammino. E finalmente dopo un paio d’ore abbiamo visto la fine della quarta tappa: Bem-vindos a Zambujeira do Mar.

Quinta tappa: il ritorno

Zambujeira do Mar è stata una bella scoperta. C’erano molti più turisti rispetto alle tappe precedenti. Il nostro viaggio è iniziato a metà Maggio ma già in quel periodo le persone cominciavano a farsi il bagno. Il giorno prima e il seguente abbiamo visitato il posto. La strada principale del paese arriva proprio fino alla falesia in cui si trovano differenti sentieri che portano a ristoranti e alle spiagge più belle.


Questo è stato un riassuntone del viaggio. Avrei potuto scrivere tante altre cose ma la verità e che sono passati quattro anni da quel cammino e alcune cose le ho dimenticate e altre le custodisco nel mio cuore senza trovare le parole. Alcuni ricordi non li dimenticherò mai. Tra tutti, le persone che ho conosciuto in questo meraviglioso cammino. Queste, insieme ai meravigliosi posti, li custodisco dentro di me.